Come prepararsi alla chiusura di Google Universal Analytics

Google-Analytics

Le analisi sono una parte fondamentale della gestione di qualsiasi sito web, e Google Analytics è uno dei pilastri grazie ai suoi potenti strumenti, che sono usati in circa l’80% dei siti Internet.
Dopo più di un decennio, Google ha da poco annunciato che terminerà la Universal Analytics per passare a un nuovo standard. A partire dal 1 luglio 2023, Google Analytics smetterà di contare le nuove visite sulle proprietà con lo standard attuale il GA3.

Google spiega che l’attuale Universal Analytics (UA) sarà sostituito da Google Analytics 4 (GA4), che è stato lanciato nel dicembre 2020 come un metodo che non utilizza cookie per misurare il traffico dei siti web, offrendo dati aggiuntivi, come gli approfondimenti predittivi e una più profonda integrazione con Google Ads.

Cosa succederà agli account UA?

Dopo che Google chiuderà UA l’anno prossimo, i dati dei siti esistenti saranno disponibili per almeno sei mesi, ma si raccomanda di esportare i dati storici per evitarne la perdita.
Al momento non c’è ancora una data stabilita su quando le proprietà Universal Analytics diventeranno inaccessibili.

Sulle proprietà di Google Analytics 360, quelle a pagamento, sarà concessa una proroga, con i dati storici e i nuovi accessi elaborati che saranno accessibili fino al 1° ottobre 2023.

Se si utilizza Google Analytics per un sito web e la proprietà è stata creata prima di ottobre 2020, è probabile che si stia usando Universal Analytics, mentre i siti creati dopo stanno probabilmente usando il nuovo GA4.
Se la proprietà del tuo sito in Google Analytics ha un “UA” nel suo numero di identificazione, significa che stai usando Universal Analytics, qui trovi altre informazioni su come controllare il tipo di proprietà.

Cosa c’è dietro il cambiamento

Tra chi conosce bene Google Analytics, la transizione non è del tutto una sorpresa: GA4 è attivo da oltre due anni, e Universal Analytics ha ormai 10 anni.
Il cambiamento riflette un’evoluzione sul ruolo dell’analitics. Universal Analytics ha rappresentato l’apice della misurazione delle pagine, introducendo il monitoraggio multipiattaforma e opzioni di codice più flessibili per produrre dimensioni e metriche personalizzate. Si basa però ancora sui cookie, i file di testo memorizzati nei browser per trasmettere i dati.

Google Analytics 4 esamina ancora il caricamento della pagina, ma attiva i dati più direttamente, eliminando la dipendenza dai cookie. Questo farà sì che le metriche potranno essere usate per scopi più ampi, come il machine learning.

La mossa di Google è stata fatta anche per gestire meglio l’aspetto della privacy dei dati. Google sostiene che GA4 non memorizzerà più gli indirizzi IP, perchè possono essere usati impropriamente compromettendo la privacy personale. Nonostante i suoi maggiori controlli sulla privacy all’interno della piattaforma GA4, Google dovrà affrontare le sfide di conformità al GDPR per quanto riguarda le modalità di trasmissione dei dati.

Come prepararsi al nuovo GA4

Più di un anno può sembrare un lungo periodo e c’è tutto il tempo per effettuare la transizione da Universal Analytics a GA4. Ma soprattutto le aziende più grandi che hanno numerose professionalità interessate dovranno agire in anticipo per evitare di perdere preziosi dati storici.
Il consiglio quindo è di passare quanto prima al nuovo standard.

Cambieranno diversi approcci vediamo i principali:

  • Su GA4 le sessioni saranno meno importanti, mentre sarà incentrato più sugli eventi
  • Sarà possibile creare eventi nella console e senza mettere mano al codice
  • GA4 utilizza il Global site Tag come già avviene per Google Tag Manager, andrà quindi modificato il tracciamento sui siti

In questo periodo di transizione può avere senso mantenere attivi i due tipi di tracciamento, perchè GA4 si sta evolvendo ma non ha ancora tutte le funzionalità del vecchio UA.
In questo modo potremo anche prendere visione del nuovo sistema che presenta diverse differenze sia nell’interfaccia che negli strumenti e al momento del passaggio l’anno prossimo avremo già uno storico dei dati.

 

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